Faika Ganfali racconta “Ti seguirò nel buio”
Dal 22 al 24 novembre si è tenuta la nona edizione del Festival Letterario di Agadir. Qui abbiamo avuto l’opportunità di presentare il progetto LINK, un’iniziativa congiunta di emuse e Almutawassit, nata per favorire lo scambio culturale tra Italia e mondo arabo. Tra i libri protagonisti, Ti seguirò nel buio, il romanzo di Faika Ganfali, presentato insieme alla traduttrice Cristina Dozio.
Abbiamo approfittato della presenza di Faika ad Agadir per intervistarla e approfondire le tematiche affrontate nel suo romanzo. Ti seguirò nel buio, tradotto di recente in italiano da emuse, ha suscitato grande interesse e non poche polemiche in Tunisia, avendo portato alla luce dinamiche di sofferenza e resilienza legate alla violenza esercitata sul corpo della donna.
Il corpo come ponte con il mondo
Nel romanzo Ganfali, mettendo il corpo al centro della narrazione, riflette su come esso “sia il primo punto di contatto con il mondo, un ponte e una presenza che definiscono la nostra esistenza”. Rifacendosi alle parole del filosofo Merleau-Ponty, l’autrice indaga il rapporto tormentato e spesso violento che molti vivono con il proprio corpo, una dimensione intima che non conosce confini geografici o culturali.
Parlare del corpo è qualcosa di quotidiano e universale.
Il corpo è il primo schermo attraverso cui ci relazioniamo
con noi stessi e con il mondo.
Un tema controverso e un successo inaspettato
“Ti seguirò nel buio” affronta il fenomeno del tasfih, un rituale controverso che ha come ricaduta il soffocamento della sessualità femminile. La protagonista, Shams, subisce questo rituale da bambina: sette incisioni sul ginocchio accompagnate da un incantesimo che simbolicamente “sigilla” la sua verginità fino al matrimonio. Si legge nel romanzo:
Una sorta di armatura
come la ferratura per i cavalli o la corazza delle navi.
Il tasfih diventa così una metafora potente per esplorare la violenza fisica e psicologica inflitta ai corpi delle donne.
Questo tema ha attirato curiosità ma anche critiche, a partire già dalla copertina dell’edizione araba, volutamente provocatoria. Ma il romanzo ha anche innescato un dibattito e un dialogo con l’autrice: “Dopo la pubblicazione ho ricevuto lettere da donne che condividevano le loro sofferenze e da ginecologhe che confermavano l’impatto fisico e psicologico del fenomeno.”
Un ponte verso l’altra sponda del Mediterraneo
La traduzione italiana rappresenta un momento significativo per l’autrice, che desidera portare la sua storia alle lettrici italiane, nella speranza che trovino spunti di riflessione sia sul piano personale che umano e che possano amare questo romanzo comprendendo che, anche se sotto profili diversi, può riguardare anche loro. La traduttrice Cristina Dozio ha saputo interpretare con sensibilità l’intento dell’opera, rendendo una storia tunisina accessibile e universale.
Ti seguirò nel buio è una testimonianza e una celebrazione della resilienza femminile, un invito a trovare consonanze umane oltre i confini culturali.
Faika Ganfali, nata nel 1987, è una promettente scrittrice tunisina. Il suo debutto letterario è avvenuto nel 2015 con la raccolta di racconti Volare con altre ali, a cui sono seguiti i romanzi Ti seguirò nel buio (2020) e Il ballerino (2022). Le sue opere hanno riscosso numerosi riconoscimenti nazionali, tra cui quello assegnato del Salone Internazionale del Libro di Tunisi nel 2020. Ti seguirò nel buio è il suo primo romanzo tradotto in italiano.




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