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Intervista a Artribune: L’editoria indipendente in Italia

Intervista a Artribune: L’editoria indipendente in Italia

di Dario Moalli, intervista pubblicata su Artribune il 09/04/2024

Grazia Dell’Oro è la fondatrice della casa editrice indipendente emuse. Ci racconta la sua linea editoriale, che incrocia fotografia e tradizioni letterarie arabe e mediterranee.

Per questo nuovo capitolo alla scoperta delle case editrici indipendenti più interessanti del panorama Italiano abbiamo fatto quattro chiacchiere con Grazia Dell’Oro, fondatrice di emuse. Nato nel 2014, questo progetto editoriale si è specializzato in libri fotografici, saggi, manuali e cataloghi di mostre e festival e recentemente ha ampliato la propria area di interessi dando spazio alle tradizioni letterarie del Mediterraneo e del mondo arabo. 

Raccontateci emuse: come e quando è nata, che linea editoriale ha, a chi si rivolge.
Mi ricordo benissimo il momento preciso in cui è nata l’idea. Era il 2014 e io ero in bicicletta attorno al Lago di Como. Tutte le mie idee nascono pedalando, perché mentre si pedala i pensieri si sciolgono, le preoccupazioni si trasformano in soluzioni. Sentivo, in quel momento, il bisogno di elaborare un mio progetto. Ricordo di essermi fermata e avere detto a voce alta: io apro una casa editrice. È successo così. Poi, grazie ad alcune conoscenze personali, è stato facile entrare nel mondo dell’editoria fotografica, appassionarmici, studiare, conoscere e farmi conoscere. Così emuse si è specializzata: pubblichiamo libri fotografici, saggi e manuali e cataloghi di mostre e festival. In questi anni il team si è ampliato e, recentemente, abbiamo dato vita ad alcune nuove collane. Vorremmo portare un po’ di quello che abbiamo imparato sui libri in un nuovo progetto editoriale che intende perlustrare la ricchezza culturale e le tradizioni letterarie del Mediterraneo e del mondo arabo dando spazio ad autori classici ed emergenti.  La prima raccolta di poesie, La saggezza del condannato a morte del poeta palestinese Mahmud Darwish, uscita nel 2022, ha trovato un pubblico numeroso e attento riscuotendo un successo ben più grande di quello che avremmo mai immaginato. Questo ci ha spinto a sognare più in grande e a dare vita a diverse nuove collane che oltre alla fotografia danno spazio a narrativa e poesia. Ci interessa l’approfondimento di fenomeni sociali e umani, sia esso per il tramite della fotografia e del fotogiornalismo o della parola. Ci interessa pubblicare libri belli, sia nella veste editoriale che nei contenuti, dare agli autori uno spazio in cui esprimersi, fare cultura, cercare di scardinare qualche pregiudizio, mettere insieme voci diverse. 
 
In un contesto come quello italiano dove molte persone non leggono libri, come sopravvivono gli editori indipendenti? 
Sopravvivono grazie alla passione. Solo la passione ti può spingere a dedicare il molto tempo necessario e a mettere insieme il lavoro intellettuale e quello pratico, dalla selezione dei libri al facchinaggio. E poi, non è vero che non esistono i lettori. Noi, sai, ci rivolgiamo a nicchie di pubblico, a quei lettori che frequentano fiere e festival, non sono i grandi numeri quelli che muoviamo, ma sono lettori attenti e fidelizzati, che entrano in dialogo con la casa editrice. Allora, quei lettori, che esistono e che a volte sono commoventi nella loro dedizione, dobbiamo scovarli e instaurare con loro una relazione, quasi d’amore. Ti faccio un esempio: siamo reduci da Bookpride, la fiera dell’editoria indipendente che si svolge a Milano, e ho visto persone che giravano ogni stand con in mano un taccuino e sfogliavano, leggevano, annotavano. Ecco, sono proprio loro il nostro pubblico. 
 
 
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